Bacetti sbiaditi dal tempo

 

Sopravviverò ancora fino a domani.

Ai suoi fulgori

Ai suoi inviti scoloriti

Al da fare che c’è in questa vita

Alla notte

Che tanto mi fa paura.

Mi stanca la sua presenza quotidiana

Quando la lampa s’accende

E la vita zittisce - perché zittisce?

Quando i rumori si calmano

E dorme il da fare

Quando gli occhi stanchi

Confermano il tardi avanzato

E quando l’aria già fresca

Ripete

Insistente e monotona

Che è calata la notte.

La notte m’investe

Mi prende

Mi assale brutale, crudele -

Non ha pietà di me -

E mi porta puntuale ai discorsi di sempre.

E diventano tetri, la notte

Incubi orrendi

Continui e monotoni a quest’ore.

La mia luce si perde

La notte.

Le angosce non tacciono

La notte.

I miei pensieri si animano

Prendono corpo allora

E solo in quest’ultima parte del giorno

Penso che sopravviverò ancora,

Domani.

Ho paura di notte,

I fantasmi li temo

Di notte,

Non ho il da fare sul tardi

E mi manca.

Non rido di notte

Sono stufo di notte

C’è angoscia di notte:

E di notte sbiadisce il tuo nome.

 

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