AGGIORNAMENTI

Professioni non regolamentate:
approvata la legge in via definitiva
Disegno di legge approvato dalla Camera
19 Dicembre 2012 n° 3270
E' legge la nuova disciplina delle
Professioni non regolamentate.

Le nuove norme definiscono "professione non organizzata in ordini o
collegi" l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di
servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente
mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con
esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi
ai sensi dell'articolo 2229 del Codice civile, e delle attività e dei mestieri
artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.
Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia,
 sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista.
Si consente inoltre al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la
propria professione riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma
individuale, che associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente.
I professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura
privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di
rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli
associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la
scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni possono costituire forme aggregative che rappresentano le
associazioni aderenti, agiscono in piena indipendenza ed imparzialità e sono
soggetti autonomi rispetto alle associazioni professionali che le compongono,
con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che
rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze
ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi
politiche e istituzionali.

Disegno di legge n. 3270 recante
Disposizioni in materia di professioni non organizzate
(Testo definitivamente approvato dalla Camera dei Deputati in data
19 dicembre 2012. In attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.)
Art. 1.
(Oggetto e definizioni)
1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione
e nel rispetto dei princìpi dell'Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di
circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.
2. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi»,
di seguito denominata «professione», si intende l'attività economica, anche
organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata
abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il
concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti
in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, delle professioni
sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio
disciplinati da specifiche normative.
3. Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 contraddistingue la
propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l'espresso
riferimento, quanto alla discplina applicabile, agli estremi della presente legge.
L'inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e
consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.
4. L'esercizio della professione è libero e fondato sull'autonomia, sulle competenze e
sull'indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei princìpi di buona
fede, dell'affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza,
dell'ampliamento e della specializzazione dell'offerta dei servizi, della responsabilità
del professionista.
5. La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria,
cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.
Art. 2.
(Associazioni professionali)
1. Coloro che esercitano la professione di cui all'articolo 1, comma 2, possono
costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base
volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare
le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche,
agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
2. Gli statuti e le clausole associative delle associazioni professionali garantiscono la
trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli
associati, l'osservanza dei princìpi deontologici, nonché una struttura organizzativa e
tecnico-scientifica adeguata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione.
3. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative,
la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi
dell'articolo 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le
sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.
4. Le associazioni promuovono forme di garanzia a tutela dell'utente, tra cui
l'attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il
quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di
contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'articolo 27-ter del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonché ottenere
informazioni relative all'attività professionale in generale e agli standard qualitativi
da esse richiesti agli iscritti.
5. Alle associazioni sono vietati l'adozione e l'uso di denominazioni professionali
relative a professioni organizzate in ordini o collegi.
6. Ai professionisti di cui all'articolo 1, comma 2, anche se iscritti alle associazioni di
cui al presente articolo, non è consentito l'esercizio delle attività professionali
riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino
il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l'iscrizione al relativo albo professionale.
7. L'elenco delle associazioni professionali di cui al presente articolo e delle forme
aggregative di cui all'articolo 3 che dichiarano, con assunzione di responsabilità dei
rispettivi rappresentanti legali, di essere in possesso dei requisiti ivi previsti e di
rispettare, per quanto applicabili, le prescrizioni di cui agli articoli 5, 6 e 7 è
pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico nel proprio sito internet,
unitamente agli elementi concernenti le notizie comunicate al medesimo Ministero ai
sensi dell'articolo 4, comma 1, della presente legge.
Art. 3.
(Forme aggregative delle associazioni)
1. Le associazioni professionali di cui all'articolo 2, mantenendo la propria
autonomia, possono riunirsi in forme aggregative da esse costituite come associazioni
di natura privatistica.
2. Le forme aggregative rappresentano le associazioni aderenti e agiscono in piena
indipendenza e imparzialità.
3. Le forme aggregative hanno funzioni di promozione e qualificazione delle attività
professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle
conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi
politiche e istituzionali. Su mandato delle singole associazioni, esse possono
controllare l'operato delle medesime associazioni, ai fini della verifica del rispetto e
della congruità degli standard professionali e qualitativi dell'esercizio dell'attività e
dei codici di condotta definiti dalle stesse associazioni.
Art. 4.
(Pubblicità delle associazioni professionali)
1. Le associazioni professionali di cui all'articolo 2 e le forme aggregative delle
associazioni di cui all'articolo 3 pubblicano nel proprio sito web gli elementi
informativi che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza,
correttezza, veridicità. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il
riferimento all'iscrizione all'associazione quale marchio o attestato di qualità e di
qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della
presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all'articolo 81 del decreto
legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
2. Il rappresentante legale dell'associazione professionale o della forma aggregativa
garantisce la correttezza delle informazioni fornite nel sito web.
3. Le singole associazioni professionali possono promuovere la costituzione di
comitati di indirizzo e sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei sistemi di
qualificazione e competenza professionali. Ai suddetti comitati partecipano, previo
accordo tra le parti, le associazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei
consumatori maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tutti gli oneri per la
costituzione e il funzionamento dei comitati sono posti a carico delle associazioni
rappresentate nei comitati stessi.
Art. 5.
(Contenuti degli elementi informativi)
1. Le associazioni professionali assicurano, per le finalità e con le modalità di cui
all'articolo 4, comma 1, la piena conoscibilità dei seguenti elementi:
a) atto costitutivo e statuto;
b) precisa identificazione delle attività professionali cui l'associazione si riferisce;
c) composizione degli organismi deliberativi e titolari delle cariche sociali;
d) struttura organizzativa dell'associazione;
e) requisiti per la partecipazione all'associazione, con particolare riferimento ai titoli
di studio relativi alle attività professionali oggetto dell'associazione, all'obbligo degli
appartenenti di procedere all'aggiornamento professionale costante e alla
predisposizione di strumenti idonei ad accertare l'effettivo assolvimento di tale
obbligo e all'indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari;
f) assenza di scopo di lucro.
2. Nei casi di cui all'articolo 4, comma 1, secondo periodo, l'obbligo di garantire la
conoscibilità è esteso ai seguenti elementi:
a) il codice di condotta con la previsione di sanzioni graduate in relazione alle
violazioni poste in essere e l'organo preposto all'adozione dei provvedimenti
disciplinari dotato della necessaria autonomia;
b) l'elenco degli iscritti, aggiornato annualmente;
c) le sedi dell'associazione sul territorio nazionale, in almeno tre regioni;
d) la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione
permanente degli associati, in forma diretta o indiretta;
e) l'eventuale possesso di un sistema certificato di qualità dell'associazione conforme
alla norma UNI EN ISO 9001 per il settore di competenza;
f) le garanzie attivate a tutela degli utenti, tra cui la presenza, i recapiti e le modalità
di accesso allo sportello di cui all'articolo 2, comma 4.
Art. 6.
(Autoregolamentazione volontaria)
1. La presente legge promuove l'autoregolamentazione volontaria e la qualificazione
dell'attività dei soggetti che esercitano le professioni di cui all'articolo 1, anche
indipendentemente dall'adesione degli stessi ad una delle associazioni di cui all'articolo 2.
2. La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della
medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito
denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010.
3. I requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell'attività e le modalità di
comunicazione verso l'utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono
princìpi e criteri generali che disciplinano l'esercizio autoregolamentato della singola
attività professionale e ne assicurano la qualificazione.
4. Il Ministero dello sviluppo economico promuove l'informazione nei confronti dei
professionisti e degli utenti riguardo all'avvenuta adozione, da parte dei competenti
organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attività professionali di cui all'articolo 1.
Art. 7.
(Sistema di attestazione)
1. Al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei
servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti,
previe le necessarie verifiche, sotto la responsabilità del proprio rappresentante
legale, un'attestazione relativa:
a) alla regolare iscrizione del professionista all'associazione;
b) ai requisiti necessari alla partecipazione all'associazione stessa;
c) agli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti
a rispettare nell'esercizio dell'attività professionale ai fini del mantenimento
dell'iscrizione all'associazione;
d) alle garanzie fornite dall'associazione all'utente, tra cui l'attivazione dello sportello
di cui all'articolo 2, comma 4;
e) all'eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale
stipulata dal professionista;
f) all'eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione,
rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità alla norma tecnica
UNI.
2. Le attestazioni di cui al comma 1 non rappresentano requisito necessario per
l'esercizio dell'attività professionale.
Art. 8.
(Validità dell'attestazione)
1. L'attestazione di cui all'articolo 7, comma 1, ha validità pari al periodo per il quale
il professionista risulta iscritto all'associazione professionale che la rilascia ed è
rinnovata ad ogni rinnovo dell'iscrizione stessa per un corrispondente periodo. La
scadenza dell'attestazione è specificata nell'attestazione stessa.
2. Il professionista iscritto all'associazione professionale e che ne utilizza
l'attestazione ha l'obbligo di informare l'utenza del proprio numero di iscrizione all'associazione.
Art. 9.
(Certificazione di conformità a norme tecniche UNI)
1. Le associazioni professionali di cui all'articolo 2 e le forme aggregative di cui
all'articolo 3 collaborano all'elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle
singole attività professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici
organi tecnici o inviando all'ente di normazione i propri contributi nella fase
dell'inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e
trasparenza. Le medesime associazioni possono promuovere la costituzione di
organismi di certificazione della conformità per i settori di competenza, nel rispetto
dei requisiti di indipendenza, imparzialità e professionalità previsti per tali organismi
dalla normativa vigente e garantiti dall'accreditamento di cui al comma 2.
2. Gli organismi di certificazione accreditati dall'organismo unico nazionale di
accreditamento ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono rilasciare, su richiesta del singolo
professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità
alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.
Art. 10.
(Vigilanza e sanzioni)
1. Il Ministero dello sviluppo economico svolge compiti di vigilanza sulla corretta
attuazione delle disposizioni della presente legge.
2. La pubblicazione di informazioni non veritiere nel sito web dell'associazione o il
rilascio dell'attestazione di cui all'articolo 7, comma 1, contenente informazioni non
veritiere, sono sanzionabili ai sensi dell'articolo 27 del codice del consumo, di cui al
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
Art. 11.
(Clausola di neutralità finanziaria)
1. Dall'attuazione degli articoli 2, comma 7, 6, comma 4, e 10 non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Ministero dello sviluppo
economico provvede agli adempimenti ivi previsti con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
IL PRESIDENTE

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(Per qualsiasi consiglio vi possa necessitare contattatemi tranquillamente telefonicamente, per lettera o per e-mail. Cercherò di rispondervi al più presto)

 

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